Chi siamo


Ciao, siamo Giacomo e Laura, due ragazzi che vivono a Senna Comasco, in provincia di Como.


A luglio il "nostro" aereo partirà per il Malawi, per un'esperienza missionaria presso le suore Sacramentine.
Per Giacomo è la prima esperienza, per Laura invece, sarebbe la quarta volta ...

Non vogliamo andar giù a mani vuote, e non vogliamo nemmeno andare "da soli": vivere un'esperienza del genere senza poterla condividere con i nostri amici non avrebbe senso.


Ecco perchè questo blog.
Ecco perchè l'idea del progetto Luluza Malawi... Buon viaggio, insieme a noi....

Crea le tue foto ed immagini come Slideshow per eBay, Netlog, MySpace, Facebook o la tua Homepage!Mostrare tutte le immagini di questo Slideshow

Che tempo fa a Monkey Bay

lunedì 7 gennaio 2013

Diario, Malawi 2011. Cap. 4

Tre giorni prima di partire, riceviamo una strana mail da Suor Ornella. Senza spiegarci i motivi, o comunque sorvolando su molti dettagli, ci chiedeva di confermare il nostro volo e ci avvisava che per alcuni problemi che erano sorti in Malawi avrebbe forse tardato nel venirci a prendere. Avrebbe infatti dovuto aggirare la città di Lilongwe, senza passare dal centro, per evitare le rivolte e i tumulti. Tumulti? Quali tumulti mi chiedo… Così cerco su internet notizie riguardanti il Malawi. Non pensavo che avrei trovato notizie di rivolte popolari contro il presidente di allora. Leggo di un Malawi che non conoscevo. Leggo di gente affamata, portata allo stremo e pronta alla rivolta, di uomini al potere che decidono di costruire porti fluviali per avere uno sbocco diretto sul mare. Leggo di quella Africa che purtroppo è quotidianità in tutto il continente, ma che il Malawi mi aveva dato la speranza di non essere mai. C’era stata infatti una rivolta a Mzuzu e Lilongwe. C’erano stati dei morti e molti feriti. C’erano stati degli arrestati. Non sapevo cosa fare. Non avevo paura delle rivolte, ma avevo paura di trovare un paese cambiato in peggio. Girò così l’email a Giacomo e gli chiedo cosa ne pensa, se ha paura. Ci guardiamo in faccia e decidiamo di partire comunque. Il volo era già prenotato e forse per entusiasmo, per eccitazione, forse per pazzia, decidiamo comunque di rischiare. Ma decidiamo anche di non dire niente a nessuno, né ai nostri amici, né ai nostri genitori. Io soprattutto avevo aspettato 9 anni prima di tornare, e non volevo che nessun’altro, né nient’altro, s’intromettesse in questa cosa. Si sa che quando si decide una cosa, quando si vuole una cosa, non c’è nulla al mondo che ti faccia desistere. Ti può crollare tutto addosso, oppure ti può crollare il mondo sotto, ma se il tuo desiderio è così forte, e saldo, e sano, niente ti può impedire di riuscirci. Così partiamo, e decidiamo di prendere il treno Malpensa Express per andare in aeroporto. Volevamo fare tutto da soli. E ancora ricordo quel momento stranissimo in cui sento vibrare il telefono nella tasca dei pantaloni. Sapevo che non era uno dei tanti amici che ci salutava. Era la Farnesina, che tramite uno di quei messaggi pre compilati ci chiedeva di confermare il volo o la nostra presenza in Malawi, e ci consigliava di rimanere in luoghi sicuri, di non trovarci in mezzo ai conflitti. “Va beh… oramai è fatta”, pensavo. Quando siamo atterrati in Malawi avevamo tutto questo in mente. Le rivolte, forse ci immaginavamo bagni di sangue. Ma una volta che il portellone dell’aereo si è aperto ho ritrovato quello che 9 anni prima avevo lasciato. L’odore di legna bruciata è forse quello più intenso. Non mi ha mai lasciato dal primo momento che ho visto l’Africa. L’odore del fuoco nei villaggi, dei fuochi accesi a bordo strada nei mercati. Volano di chilometri e chilometri, rimangono sospesi nell’aria per ore e ore. Così come il profumo acre della terra. Durante la stagione delle piogge è un profumo quasi dolciastro, ma pesante, nella stagione secca, è acre e leggera. Senti l’eucalipto, senti l’acacia. Il mio Malawi è un ricordo di profumi, odori e di rumori. Il suono dei mercati, della musica alla radio, o del tam tam dei tamburi nei villaggi, delle biciclette che corrono da una strada all’altra, del ticchettio dei maniscalchi o degli operai, del clacson dei minibus che attendono non proprio pazientemente i viaggiatori. E poi ricordi quel suono magnifico delle onde del lago, che s’infrangono sulla spiaggia… E le senti a distanza di metri…100, 200… E senti le aquile, alte nel cielo, gli uccelli che anche di notte non ti fanno dormire. E tutto questo, così semplice, ti riempie la vita. Ecco cosa mi ha travolto appena l’aereo è atterrato.

lunedì 5 novembre 2012

Malawi 2011 - diario di viaggio cap. 3

All’interno dell’aeroporto di Addis Abeba mi sentivo già un po’ a casa. Tutto era così cosmopolita. E soprattutto già respiravo aria d’Africa. Ero così eccitata una volta atterrata al Bole International Airport che poco mi interessava se la struttura fosse al limite del fatiscente, e la marea di gente in transito di ogni nazionalità fosse quasi impenetrabile. Sapevo di essere già sul suolo africano, lontano ancora migliaia di chilometri dal Malawi, ma ero lì, in quel continente pieno di meraviglie. Persino l’obbligo di togliersi le scarpe per accedere ai gates era banale rispetto alle emozioni che provavo in quel momento. E l’emozione ha davvero avuto il sopravvento, anche su Giacomo, perché entrambi non abbiamo fatto caso alle indicazioni dell’imbarco, o forse è meglio pensare di aver sbagliato e di non essere stati attenti piuttosto che fare i conti con gli imprevisti all’africana. L’aereo che ci doveva portare a Lilongwe infatti avrebbe poi dovuto fare scalo a Lubumbashi, la seconda città più grande della Repubblica Democratica del Congo e capitale della regione del Katanga. Almeno così credevamo. Una volta a bordo, e ovviamente dopo aver dormito, mi ero accorta che qualcosa non andava nel verso giusto. Non avevo visto i grandi laghi sopra cui sapevo saremmo dovuti passare. Non avevo visto nemmeno il lago Malawi. Pensavo: “Oramai dovremmo esserci. Dovremmo vedere il lago, le montagne”… e invece, solo foreste. In quel momento mi venne in aiuto il comandante che disse: “Stiamo per atterrare a Lubumbashi”. Ero talmente scioccata che pensavo addirittura di aver sbagliato aereo. E invece la hostess ci confermò che prima di andare in Malawi avremmo dovuto fare scalo tecnico in Congo. Così, nel giro di pochi minuti mi ritrovai su un altro suolo africano, il settimo “toccato” nel corso della mia vita. Il Congo, l’ex Zaire, e nello specifico nel Katanga, regione indipendentista al centro della guerra civile degli anni novanta. Vedere l’esercito sul tetto dell’aeroporto e sulla pista era così normale, e persino l’obbligo di rimanere seduti nei propri posti. L’attesa sarebbe comunque durata appena un’ora e poi saremmo potuti ripartire per il Malawi. Anche questa è l'Africa ...

lunedì 27 agosto 2012

Malawi 2011 - Diario di viaggio - cap.2

All’apertura dell’imbarco ero la prima. La prima a consegnare il biglietto e il passaporto. La prima a salire sull’aereo. La prima a salutare le hostess e il comandante. Credetemi quando dico che la delusione è stata tanta. Davanti a me si presentava un volo già quasi al completo. Tutti i posti erano ormai occupati all’infuori dei nostri. Due buchi laterali tra due africani (più o meno della mia stazza) di ritorno a casa. L’aereo proveniva infatti da Bruxelles e quasi sicuramente raccoglieva passeggeri provenienti da tutto il nord Europa. L’aeroporto di Addis Abeba è infatti diventato uno degli scali più importanti di tutta l’Africa, in grado di collegare il continente nero con tutte le più grandi città del mondo. Quasi tutti i voli provenienti dall’Europa e diretti in uno degli stati dell’Africa Orientale era ed è destinato a fermarsi lì. E noi anche. Il problema è che non c’era più posto per mettere il bagaglio a mano, e ce lo siamo dovuti tenere tutto il tempo tra le nostre ginocchia e il sedile davanti. Lo spazio era davvero così angusto che mangiando abbiamo rischiato di tirarci addosso tutto. Ma la cosa a me e a Giacomo eccitava invece che renderci nervosi. Continuavamo a ridere e a sghignazzare anche quando poco prima di iniziare la fase di rollaggio sulla pista di decollo l’aereo ha subito un black out. Immaginatevi la scena. Il 20 luglio alle ore 22 un boeing pieno zeppo fermo in mezzo alla pista, muto, e al buio… e senza aria condizionata. Ci dicevano che era un problema tecnico non grave e che saremmo ripartiti dopo mezz’ora. E io che già pensavo “9 ore di volo dopo un guasto tecnico. Va beh, se devo morire almeno morirò realizzando il mio sogno”. Ma non penso che Giacomo stesse pensando la stessa cosa.

Malawi 2011 - Diario di viaggio - cap.1

L’attesa all’aeroporto della Malpensa era davvero estenuante. Giacomo era con me; una bella compagnia a cui mi ero abituata da anni; un grande amico con cui sapevo avrei vissuto una straordinaria esperienza. Eppure nonostante ci fosse lui, aspettare quel volo che mi avrebbe riportato in Africa era quasi insostenibile. Avrei voluto essere già là… essere atterrata da poco e respirare di nuovo la dolce brezza di quel posto. Continuavo a guardare fuori dai grandi finestroni del Terminal alla ricerca del grande boeing dell’Ethiopian Airlines, mentre il microfono scandiva una lingua che non conoscevo: al gate vicino stavano imbarcando gli ultimi passeggeri per il volo diretto a Tel Aviv. Li guardavo, e vedevo turisti, ma soprattutto persone che tornavano a casa. Tornavano a casa come me. Erano passati poco meno di 9 anni dall’ultima mia volta in Malawi. E da allora avevo convissuto con i ricordi, più o meno rumorosi, più o meno dolorosi. Si parla di mal d’Africa, ma se ne ha la consapevolezza solo quando ne si soffre davvero. Ed io ne ero ammalata da ben 11 anni… da quando toccai per la prima volta il dolce caldo cuore dell’Africa. Quindi non è così strano, se fuori dai grandi finestroni della Malpensa, invece di vedere aerei, piste d’atterraggio, passeggeri, riuscivo solamente e vedere le sconfinate colline di Namwera, le montagne di Ntcheu e le piantagioni ai piedi del Mulanje, il lago luccicante ai piedi della collina di Nankhwali e pacifico e colorato nella grande distesa di Monkey Bay. Ne percepivo i suoni, gli odori, le voci. Sentivo già il ritornello che spesso mi avrebbe accompagnato nel mese che mi aspettava: “Muli bwanji, may? (Come va, signora)”. In tutto questo Giacomo percepiva il mio nervosismo e da buon amico mi prendeva la mano e mi incitava a realizzare ciò che stavo per fare: “Dai che torni in Africa, Laura.

mercoledì 20 luglio 2011

arrivederci e grazie

Finalmente ci siamo….
Mancano davvero poche ore…. E tra me e Giacomo siamo così eccitati…. Stanchi ma eccitati e euforici, perché sappiamo che sarà una stupenda avventura, e questo soprattutto perché avremo voi, amici, nel nostro cuore…

Dal Malawi ci dicono che fa freschino…. E quindi, oltre a portarci magliette varie (anche quelle di Luluza) abbiamo messo in valigia felpe e calze pesanti… almeno per la notte…
Partiamo questa sera alle ore 23 da Malpensa, arriviamo ad Addis Ababa alle 6.40 e poi ripartiamo alle 9.30 ca… in Malawi arriveremo alle 14.20 di domani 21 luglio… Già vi dico che la discesa sarà un po’ travagliata. Il Lago Malawi fa parte di quella depressione africana chiamata Great Rift Valley… e nella zona di Lilongwe ci sono sempre un po’ di turbolenze… L’ultima volta che sono andata la pista era un po’ corta… chissà… magari avranno aggiunto 1km.

Sarà difficile che riusciremo ad aggiornare il blog, non so quanto la connessione internet funzioni… con alcuni dei nostri amici ci sentiremo via mail…
Vi ringrazio della vicinanza che ci avete dimostrato…

mercoledì 29 giugno 2011

21 giorni al via!

21 giorni alla partenza...

sembrava così lontano questo momento... eppure, è arrivato! Quasi inaspettatamente, forse perchè tra me e Giacomo siamo sempre stati mimpegnati: lavoro, studio....
Scusateci se l'aggiornamento del blog è stato rallentato... le cose da fare sono sempre così tante!
Oggi per esempio sono andata a fare le vaccinazioni: dunque, antipolio, antitetanica, antitifica... e fra una settimana inizierò il trattamento antimalarico...
Giacomo ha già fatto tutto... io sono stata un po' più ritardataria...

Sapete, ancora non ci credo! E non ho idea di come reagirò appena scenderò dall'aereo, o forse anche prima... appena intravederò terra d'Africa dai finestrini. Mi sto emozionando persino adesso che scrivo...

Chi mi conosce bene sa che non sarà solo un viaggio... un semplice visto sul nuovo passaporto... E un po' ne sono spaventata... ma non vedo l'ora di partire....

Eccole in Malawi, le nostre magliette

Eccole….
Le magliette che avete comprato, che abbiamo ideato…. Le magliette che ci hanno aiutato a raccogliere, fino adesso 1200 euro…. Eccole dove sono ora... in Malawi, indosso a due ragazze della scuola superiore.
Non è bellissimo tutto ciò?
Le ho consegnate a suor Ornella lo scorso maggio, quando era venuta in Italia per organizzare i container. Le avevo dato due magliette da regalare a due ragazze … ed ecco fatto….
Ci stanno aspettando!

lunedì 23 maggio 2011

58 giorni

58…
Tenetevi a mente questo numero, perché sono i giorni che mancano al nostro viaggio.
Per me, che desidero partire (anzi ri-partire) ormai da anni, sembra che sia un’eternità. Eppure, tra vaccinazioni (Giacomo le ha già fatte, io invece non ancora) e preparativi vari, passeranno in un lampo, così come purtroppo passeranno quei 28 giorni di permanenza in Malawi.
L’altro giorno ho incontrato suor Ornella Sala, che gestisce le missioni delle suore Sacramentine in Malawi. Lei vive principalmente a Ntcheu ma si sposta di continuo dalle altre consorelle tra Ulongwe, Namwera e Monkey Bay.
Ci ha confidato che Giacomo ed io alloggeremo proprio qui…a Monkey Bay, nella nuova missione in costruzione. Come già vi abbiamo raccontato più volte, le suore prima vivevano nella missione di Nankhwali, sulla collina a 30 chilometri da Monkey Bay, ma per diversi problemi logistici, e organizzativi si sono dovute trasferire. Noi alloggeremo proprio lì… nel bel mezzo del cantiere in costruzione … due strutture già in piedi, e le fondamenta di un’altra a buon punto…
I lavori proseguono e questo grazie all’aiuto di tutti noi. Giacomo ed io abbiamo già consegnato a suor Ornella 1.000 euro, frutto di una donazione della Cassa Rurale di Cantù e del vostro aiuto e sostegno comprando la maglietta di Luluza Malawi. Noi non ci fermiamo certo qui…
Fino a 3 anni fa Monkey Bay, secondo le statistiche demografiche, contava quasi 15.000 abitanti… Ma non c’è come l’Africa, con il suo mondo sommerso, fatto di case di fango e bambini che nascono ogni giorno e mai registrati all’anagrafe, per stravolgere tutta la statistica mondiale… Il porto di questa “baia delle scimmie” è trafficatissimo, la città continua ad espandersi… un solo ospedale (se così si può chiamare) e due scuole… E i bambini saranno tantissimi!!!! Ecco perché c’è bisogno di questa nuova missione, per poter costruire delle scuole e delle strutture che questi bambini potranno frequentare…
Lo facciamo per loro…. Pensate che l’asilo della missione di Ntcheu è frequentato da 300 bambini… pensate quanto bene si fa ogni giorno, e quanto potremo fare anche nella comunità di Monkey Bay…
Non chiedeteci cosa faremo quando saremo lì… non lo sappiamo nemmeno noi…. Ma la cosa non ci spaventa…. sarà una scoperta continua… e sarà bellissimo…
Per ora… dedichiamoci ai nostri “bagagli”…

Lau

martedì 17 maggio 2011

Il blog di Luluza: un grande successo!

Il blog di Luluza ha da sempre rappresentato lo stretto legame tra questo progetto e le persone che lo sostengono. Per tutti questi mesi ci avete accompagnato con grande affetto alla partenza per il Malawi e ve ne siamo molto grati.

Il blog ha superato le 1300 visualizzazioni di pagina, con circa 750 visite per 450 visitatori unici che hanno deciso di leggere le pagine di Luluza. Un vero e proprio successo, che ha dato a questo progetto un'enorme visibilità. Una visibilità che ha portato nelle vostre case i problemi di una comunità, di una cittadella affacciata sul lago Malawi, di un continente. Forse vi ha anche permesso di capire meglio quali sono le reali necessità di questo mondo.

Il dato che ci stupisce rimane la vostra fedeltà, la voglia che i nostri lettori hanno dimostrato di essere parte di questo progetto, di assistere passo dopo passo alla sua realizzazione. Circa 150 persone sono tornate più di una volta e anche decine di volte su questo blog tenendosi continuamente informati sulle nostre proposte.

Tutto questo è la prova del successo dei nostri propositi e ancora una volta lo dobbiamo solo a voi.

Grazie!

Vi lascio una mappa con tutti gli accessi al blog da Settembre!



Gia

sabato 14 maggio 2011

Resoconto a -2 mesi.

Luluza Malawi continua la sua corsa.

Manca sempre meno tempo alla partenza e incominciamo a renderci conto che tra poco il nostro progetto si concretizzerà.

Martedì 17 maggio Laura incontrerà a Bergamo Suor Ornella, il nostro punto di riferimento in Malawi, che è da poco tornata in Italia e continua a coordinare i lavori per la costruzione della nuova missione.

Il Progetto Luluza Malawi consegnerà un primo contributo di 1000 euro direttamente a Suor Ornella, frutto della generosità di tutti coloro che hanno sostenuto questa iniziativa.

Abbiamo anche ricevuto qualche notizia in più sul nostro alloggio a Monkey Bay. Verremo ospitati in una casa in cui le suore sono in affitto, dato che la nuova missione è solo in costruzione, affacciata direttamente sul Lago Malawi. La notizia ha entusiasmato sia Laura che me, in quanto saremo nel cuore pulsante del nostro progetto, a 2 km dalla missione in costruzione e immersi nella vita di Monkey Bay.


Insomma, il nostro viaggio, il nostro progetto è già partito. Ancora prima di raggiungere il Malawi.

Gia

sabato 7 maggio 2011

Ma quanti amici...








Vi ricordate i nostri amici nuotatori che indossano la maglia di Luluza Malawi?

A tutti loro si sono aggiunti Francesca Segat (in foto con Paolo Facchinelli) ed Erica Buratto... che ringrazio particolarmente di cuore. Erica ha sentito particolarmente questo progetto di solidarietà, e grazie a Francesca siamo addirittura finiti nelle pagine della Gazzetta dello Sport ....

Mentre tra i ragazzi del nuoto aggiungiamo anche Gabriele Landini, Flavio Bizzarri (che vedete in foto) e Luca Dotto...

campioni e vincenti non solo in acqua, ma anche fuori.... C'è chi è salito sul podio con la nostra maglietta e chi l'ha indossata sul blocco di partenza... e chi invece tutto il giorno sugli spalti....

ringrazio tutti loro di cuore, e so che lo faranno anche i tanti bambini che a luglio incontreremo...

giovedì 5 maggio 2011

Container in viaggio

Ieri sono andata a Bergamo dai miei amici padri Montfortani...


La mia macchina era stracolma di scatoloni pieni di vivere e cartoleria...



più di 30 chili di pasta, 10 di riso, 40 di scatolame di ogni genere, e materiale di cancelleria, carta, quaderni, block notes .... e anche sementi per l'orto...







Due container andranno nella missione di Ntcheu: uno partirà in questi giorni e arriverà in Malawi proprio quando io e Giacomo saremo giù... e così come l'abbiamo riempito dovremo anche svuotarlo....


Il secondo invece partirà a luglio...




Pensate... nel primo container c'è anche un trattore, una betoniera.... Non avete idea di cosa ci sia bisogno in Africa, e di cosa l'Africa non dispone...


In volo .... il 20 luglio

Eccoci qui, a poco più di due mesi di distanza dal nostro viaggio...


Giacomo ed io abbiamo da poco prenotato il biglietto aereo! Stiamo ancora pensando.... "Che salassata...!!!!" 1.200 euro A/R, frutto dei nostri risparmi di questi mesi, da quando abbiamo deciso di partire...


Eppure nonostante l'impegno economico sia stato davvero gravoso, non è riuscito in alcun modo a scalfire volontà, determinazione ed emozione nel sapere che ritornerò nella mia amata Africa ... e penso che per Giacomo, l'emozione di andarci per la prima volta sia altrettanto importante...



Volete sapere il programma di viaggio??



Il nostro aereo decollerà da Milano Malpensa alle 23.00 del 20 luglio. Compagnia aerea: Ethiopian Airlines.





Arrivo ad Addis Abeba alle 0re 6.40 del 21 luglio. La coincidenza per il Malawi riparte alle 9.30.



Arrivo previsto all'aeroporto di Lilongwe.... ore 14.20






E poi da lì... beh... vi diremo più avanti cosa succederà....




Io so solo che non vedo l'ora che arrivi il 20 luglio....





lau

lunedì 11 aprile 2011

Che bambini felici, dove c'è speranza ....

Ecco come dovrebbe essere in Malawi.... bambini felici, che vanno a scuola ogni giorno.... http://www.youtube.com/watch?v=oqAQXEDIllA In questo video ci sono diverse immagini della vita quotidiana presso le scuole della missione di Ntcheu, delle suore sacramentine... sarà così anche a Monkey Bay, quando arriverà l'asilo e la scuola primaria... Pensate che bello!!! 150 bambini all'asilo e 400 alla scuola primaria.... che potranno studiare su quaderni veri, vestirsi con vestiti veri, e mangiare un pasto sano, ogni giorno.... Per noi questa è normale quotidianità... in Malawi invece è la cosa più rara che esista.... lau

mercoledì 30 marzo 2011

A tutti i nostri amici:ZIKOMO KWAMBIRI!!

I bambini del Malawi hanno davvero tanti amici ... Siamo solo all'inizio, ma non mi stancherò mai di dire grazie ad ognuno di voi.... anzi, visto che fra poco io e Giacomo parleremo chichewa bisogna dire d'ora in avanti ZIKOMO KWAMBIRI .... grazie mille nella lingua locale. In questi ultimi giorni abbiamo avuto straordinarie risposte di solidarietà, e proposte di collaborazione che nemmeno ci immaginavamo. Metto a disposizione di tutti un link (nella colonna qui a fianco) e un immagine. Innanzitutto il link del sito dolcefarnuoto.it che ringrazio della sensibilità dimostrata. Nei giorni scorsi Alberto di DolceFarNuoto.it (Bauli - sponsor della Fin) ha intervistato Marco Orsi, una giovane promessa del nuoto italiano e internazionale, tra i testimonial di Luluza Malawi. Chissà quanti bambini potranno crescere come te, caro Marco, e come voi tutti che ci state sostenendo. Inoltre pubblico questa immagine. E' una locandina che la società di nuoto Azzurra 91 di Bologna, degli amici Paolo Facchinelli e Mirco Di Tora ha pubblicato nelle proprie piscine per coinvolgere tutti i ragazzi che nuotano, anche a livello amatoriale. Zikomo... a tutti voi. Nei prossimi giorni annunceremo altri "gemellaggi".... E speriamo che tutto questo sia preludio di un "gemellaggio" più ampio con tutti quei bambini che nei prossimi anni studieranno nelle scuole in costruzione. Immaginate già che bello che sarà.... lau

giovedì 24 marzo 2011

Ecco la missione di Monkey Bay


Ecco finalmente il progetto del nuovo Centro missionario.



Questo che vedete qui a destra è il progetto della casa delle suore: la prima costruzione che sta sorgendo nella piana di Monkey Bay.



E' l'opera più importante, perchè dove ci sono le suore e le loro strutture, si può poi dar vita a opere future, come in questo caso un asilo e una scuola elementare. Spesso in Africa, e così anche in Malawi, vengono costruite scuole, istituti e alloggi, lontano da chi poi può quotidianamente mantenerli. E così, col passare del tempo, senza un adeguato controllo diventano fatiscenti e inutilizzabili. E si ritorna al punto di partenza. Ecco perchè è importante affidarsi ai missionari o alle grandi organizzazioni umanitarie....


Anche la solidarietà deve essere sostenibile, e andare là dove c'è la possibilità che sia lo stesso africano a potersene occupare in futuro....


Tornando a questo progetto, come vedete, evideziati coi colori ci sono i settori di "nostra competenza: una cucina, uno store, una sala refettorio e un salone dell'accoglienza.


I soldi che stiamo raccogliendo serviranno per pagare i lavori per questa parte della casa. Quella che sarà pubblica e aperta a tutti, e che per i prossimi anni, fino a che le costruzioni dell'asilo e della scuola elementare non saranno concluse, servirà per dare da mangiare agli operai e ai bambini che inizieranno a frequentare la missione.



Per ora la raccolta fondi è arrivata a un totale di 780 Euro .....
Anche se l'obiettivo finale sono 10mila Euro, questa cifra non è poco.... è il giusto passo verso Monkey Bay .....



Qui a Senna ci stiamo organizzando per riempire un container che nei mesi estivi raggiungerà la cittadina in Malawi.... a breve pubblicheremo un volantino con tutto ciò che è necessario.

Chi volesse contribuire, ma non se la sente di donare dei soldi, può farlo anche in questo modo. In modo del tutto libero e senza impegni "gravosi" ....


GRAZIE A TUTTI



laura

lunedì 21 marzo 2011

Notizie dal Malawi: suor Ornella ci scrive


Lascio dire tutto a questo file a fianco: è una mail di risposta di suor Ornella.


Andiamo avanti con rinnovato entusiasmo


GRAZIE a tutti.....


laura

venerdì 18 marzo 2011

"Take your marks"... campioni del nuoto con Luluza Malawi

Il nostro progetto Luluza Malawi si arricchisce di tanti nuovi volti, ma soprattutto di tante nuove “braccia” di solidarietà, pronte a lavorare con noi, per la costruzione della casa missionaria a Monkey Bay.

Sono innanzitutto degli amici, che non hanno esitato a dirmi di “Sì” quando ho chiesto loro di comprare la maglietta di Luluza Malawi e di indossarla durante le gare, ma sono anche degli atleti, tra i nuotatori più importanti che abbiamo in Italia. Hanno vinto titoli italiani, collezionato medaglie anche europee, nuotato in piscine mondiali ed olimpiche, e ora, hanno deciso di aiutarci a raccogliere fondi per questa nuova casa missionaria con un futuro asilo e scuola elementare nella cittadina di Monkey Bay in Malawi.
Sono Niccolò Beni, Paolo Facchinelli, Marco Orsi, Matteo Salomoni, Marco Sommaripa, Mirco Di Tora, Gianluca Maglia, Lucio Spadaro, Alessandro Terrin, Francesco Vespe, Michele Cosentino, Michele Vancini e Mattia Nalesso


Cercate i loro nomi su internet, informatevi sui loro risultati, sono campioni di uno sport bellissimo a cui sono particolarmente legata.

Spero che a loro si aggiungano tanti altri atleti ….

E tanti altri nostri amici.

Non solo perché con i 15 euro di questa maglietta si possono comprare 30 mattoni, oppure pagare lo stipendio mensile di un operaio, o dare da mangiare a tutti coloro che stanno “fisicamente” costruendo l’opera. Non solo perché grazie a questo progetto ci saranno tanti, tantissimi bambini che potranno studiare e crearsi un futuro….

Ma perché la cosa più bella dei progetti di solidarietà è condividerli con tante, tantissime persone…

Grazie a voi, campioni…. E grazie anche a tutti gli altri che da me o da Giacomo hanno comprato le magliette….

LAU

martedì 8 marzo 2011

Amayi, l'Africa

Ho lasciato che questa giornata passasse, che il sole s'adagiasse tra una casa e un'altra, osservando e chiedendomi come il lento scorrere di questa data dedicata alle donne portasse con se gli auguri, per chi e da chi....

Vogliamo essere considerate donne ogni giorno, eppure rivendichiamo con forza gli auguri e i regali in questa giornata che fonda le sue radici molto più a fondo di una pianta di mimosa. Un fiore, tra l'altro, tra i più delicati, bellissimo, leggero e così colorato, ma pur sempre delicato, e poco duraturo, senza accenno di profumo ...

Il mio pensiero di oggi naviga i mari e sorvola le terre che portano al di sotto della linea dell'equatore. In Malawi ho conosciuto donne straordinarie e la loro immagine quotidiana non mi ha mai abbandonato in tutti questi anni di lontananza.

Le ritrovi a bordo della strada, mentre tu passi veloce con l'automobile, e loro, invece, senza fretta, tornano a casa dopo un'intensa giornata di lavoro. Lo capisci perchè sul capo portano chi un secchio pieno d'acqua, chi una fascina di legna, chi invece un sacco di farina. E nonostante questo non rinunciano ad essere mamme dei loro piccoli, che portano in grembo o accovacciati sulla schiena. Sono i più piccolini, di una più numerosa prole, che noi spesso non comprendiamo.
Ritrovi queste donne ferme, sedute sotto un albero della savana, mentre allattano i loro piccini, e non c'è nulla di più bello.

Dedico gli auguri a loro. Anche a quelle donne, soprattutto giovani ragazze che marciano per chilometri per raggiungere il dispensario più vicino. Lì partoriscono, senza lasciar troppo trasparire il dolore, e poche ore dopo sono già sulla via del ritorno. Oppure lì vanno per curarsi e far curare chi per loro è più caro.

Dedico questo mio post anche a quelle donne che vendono il loro corpo per strada. Costrette o no, assuefatte da una situazione che stenta a migliorare o consapevoli della loro scelta.... C'è speranza anche per loro....

Dedico gli auguri a tutte quelle bambine, neonate o già grandicelle, che forse non sanno, ma saranno proprio loro a decidere il futuro della loro terra; una terra che fonda le sue radici in una cultura ancestrale matriarcale .... l'Africa è donna!!!!

Dedico infine questo post a delle donne che nonostante indossino un velo sopra la testa e un abito color della cenere, non dimenticano di essere in un posto screziato d'azzurro e di giallo intenso, di verde dei campi ... Loro sanno che il sangue che ogni giorno viene versato è di un rosso rubino, e che la notte è più nera della pelle ... Eppure non dimenticano che il sole, il giorno dopo, non smette mai di sorgere un'altra volta.... E per questo si rimboccano sempre le maniche...

In Malawi donna si dice "Amay" ... Amayi, l'Africa.... la amai, e la amo tutt'ora questa terra meravigliosa....


lau