"Carissima, ho ricevuto la tua! e così rispondo subito
bravissimi che vi state impegnando perchè qui stiamo facendo sul serio e i lavori sono già avviati: a Monkey Bay si stanno impegnandoo in una recinzione e un primo alloggio, così che sr. Maria Mtepeka, che per ora abita in due stanzette in affittto, possa trasferirsi sul campo di battaglia!
Stiamo combattendo col tempo: appena asciuga la strada, il trattore corre al fiume per la sabbia. Appena preparano un mucchio di sassi ecco che bisogna correre... E' tutto così, ma intanto non ci fermiamo.
Abbiamo proprio bisogno di grandi aiuti, perchè ormai tutto il nostro cantiere di Ntcheu è trasferito là e ... non possiamo fermarlo! guardate che siamo anche nelle vostre mani, mi raccomando!
Ciao carissima e bravissimi tutti!!!! un grazie anche da parte di sr. Maria, super felice che il progetto trovi dei preziosi supporti!!!! vi aspettiamo, fateci sapere"
Suor Ornella Sala
Madre generale delle missioni delle Sacramentine in Malawi
Chi siamo
Ciao, siamo Giacomo e Laura, due ragazzi che vivono a Senna Comasco, in provincia di Como.
A luglio il "nostro" aereo partirà per il Malawi, per un'esperienza missionaria presso le suore Sacramentine. Per Giacomo è la prima esperienza, per Laura invece, sarebbe la quarta volta ...
Non vogliamo andar giù a mani vuote, e non vogliamo nemmeno andare "da soli": vivere un'esperienza del genere senza poterla condividere con i nostri amici non avrebbe senso.
Ecco perchè questo blog. Ecco perchè l'idea del progetto Luluza Malawi... Buon viaggio, insieme a noi....
Che tempo fa a Monkey Bay
mercoledì 26 gennaio 2011
martedì 25 gennaio 2011
Una nuova missione a Monkey Bay
Sembrava un’eternità quando abbiamo deciso di partire insieme per l’Africa, vero Giacomo? Un anno …. Quanto tempo da aspettare prima di prendere finalmente l’aereo che ci porterà in Malawi. E poi invece, ecco che siamo già a metà di questa attesa.
Mancano solo 6 mesi, e noi stiamo già pianificando tutto.
Innanzitutto da oggi parte anche il nostro progetto di solidarietà. Le Suore Sacramentine, presso cui alloggeremo ci hanno fatto sapere che stanno costruendo una nuova missione nei pressi di Monkey Bay.
Monkey Bay è una cittadina in continua espansione. E’ un porto trafficatissimo con molti immigrati che arrivano dal Mozambico. Espansione vuol dire nuove case, tante nuove case, tante nuove attività e tante opportunità di lavoro. E tutto ciò significa anche tanta gente in più e tanti bambini che in Africa, si sa bene, non sempre fanno vita da bambini. Ecco perché le suore devono trasferirsi proprio lì. C’è bisogno di scuole: un asilo e una scuola elementare; ma per fare tutto ciò c’è bisogno di una nuova casa missionaria, che sia fulcro e centro di tutto.
I lavori sono già iniziati, perché è una corsa contro il tempo. Le piogge non favoriscono molto, ma soprattutto c’è bisogno di avere questa casa missionaria nel giro di poco tempo.
Giacomo ed io non abbiamo la presunzione di coprire tutte le spese. Ma ci siamo presi la responsabilità di “un progetto nel progetto”.
A noi spetta la costruzione della cucina e del refettorio che servirà non solo alle suore, ma a tutti gli operai (tanti!!!!) che lavorano e lavoreranno al cantiere, e che in futuro farà da refettorio per le scuole. Una parte dei soldi poi servirà per fare ciò che in Malawi chiamano Konde: il salone d’ingresso, per l’accoglienza di tutti. Come obiettivo per fare tutto ciò ci siamo fissati la cifra di 10.000 euro che speriamo di raccogliere tramite varie iniziative in questi prossimi 6 mesi. Tramite anche donazioni libere e spontanee, e magari qualche sponsorizzazione.
Fra pochi giorni saranno pronte le magliette con il logo di Luluza Malawi. Costeranno 15 euro.
Chi vuole prenotarla fin da ora, può scriverci una mail o contattarci via sms, indicando magari anche la taglia. Può essere uno dei tanti modi per contribuire al nostro progetto.
Luluza, ripetiamo, in Chichewa vuol dire “cullare”, “confortare un bambino che piange”. Il nostro sogno è cullare i sogni di questi bambini. Spero che sia anche il vostro. Ognuno di voi sarà insieme a noi in quel mese d’Africa, a tenerci per mano e a tenere per mano tutti loro.
I lavori, come potete vedere nelle foto qui a fianco, sono già iniziati….
GRAZIE!!!!!
Mancano solo 6 mesi, e noi stiamo già pianificando tutto.
Innanzitutto da oggi parte anche il nostro progetto di solidarietà. Le Suore Sacramentine, presso cui alloggeremo ci hanno fatto sapere che stanno costruendo una nuova missione nei pressi di Monkey Bay.
Monkey Bay è una cittadina in continua espansione. E’ un porto trafficatissimo con molti immigrati che arrivano dal Mozambico. Espansione vuol dire nuove case, tante nuove case, tante nuove attività e tante opportunità di lavoro. E tutto ciò significa anche tanta gente in più e tanti bambini che in Africa, si sa bene, non sempre fanno vita da bambini. Ecco perché le suore devono trasferirsi proprio lì. C’è bisogno di scuole: un asilo e una scuola elementare; ma per fare tutto ciò c’è bisogno di una nuova casa missionaria, che sia fulcro e centro di tutto.
I lavori sono già iniziati, perché è una corsa contro il tempo. Le piogge non favoriscono molto, ma soprattutto c’è bisogno di avere questa casa missionaria nel giro di poco tempo.
Giacomo ed io non abbiamo la presunzione di coprire tutte le spese. Ma ci siamo presi la responsabilità di “un progetto nel progetto”.
A noi spetta la costruzione della cucina e del refettorio che servirà non solo alle suore, ma a tutti gli operai (tanti!!!!) che lavorano e lavoreranno al cantiere, e che in futuro farà da refettorio per le scuole. Una parte dei soldi poi servirà per fare ciò che in Malawi chiamano Konde: il salone d’ingresso, per l’accoglienza di tutti. Come obiettivo per fare tutto ciò ci siamo fissati la cifra di 10.000 euro che speriamo di raccogliere tramite varie iniziative in questi prossimi 6 mesi. Tramite anche donazioni libere e spontanee, e magari qualche sponsorizzazione.
Fra pochi giorni saranno pronte le magliette con il logo di Luluza Malawi. Costeranno 15 euro.
Chi vuole prenotarla fin da ora, può scriverci una mail o contattarci via sms, indicando magari anche la taglia. Può essere uno dei tanti modi per contribuire al nostro progetto.
Luluza, ripetiamo, in Chichewa vuol dire “cullare”, “confortare un bambino che piange”. Il nostro sogno è cullare i sogni di questi bambini. Spero che sia anche il vostro. Ognuno di voi sarà insieme a noi in quel mese d’Africa, a tenerci per mano e a tenere per mano tutti loro.
I lavori, come potete vedere nelle foto qui a fianco, sono già iniziati….
GRAZIE!!!!!
laura
mercoledì 5 gennaio 2011
Anno nuovo.... desiderio nuovo
Ho passato queste feste cercando di tenere a mente tutto ciò che facevo, tutto ciò che dicevo. I profumi di casa, i volti che entravano dalla mia porta. E più mi sforzavo di conservarli e metterli magari sottovuoto da qualche parte, più mi venivano alla mente i ricordi di quel Natale che ho passato a sud dell'Equatore.
Ho pregato i miei amici, i miei genitori, i miei zii, di non farmi alcun regalo per questo Natale, perchè il regalo che desideravo di più erano le persone che amo e la mia Africa.
Devo dire che tutti hanno risposto come dovevano... dalla famiglia ho ricevuto una"colletta", che subito è stata messa al sicuro. Sarà parte importante di quel biglietto aereo che presto faremo.
E anche i miei amici hanno saputo rispettare i miei desideri. Avevo chiesto che se regalo doveva essere, non avrebbe dovuto superare i 3 euro di spesa e avrebbe potuto essere facilmente trasportato in valigia... così da poter essere portato con me in Malawi, e guardato ogni volta che avessi sentito la mancanza di casa...
Proprio in questi giorni ho capito che io non mi sto preparando per questo viaggio.
Lo sono sempre stata...
La voglia di ritornare lì è più forte di qualsiasi altra cosa.
L'anno è cambiato, ci sono delle pagine nuove da scrivere sotto un altro numero. E degli altri desideri da portare a compimento. Il nostro prossimo passo?
L'impegno con Luluza e con i bambini di Nankwhali e Monkey Bay, e con le suore... un contributo per la costruzione della nuova missione : una casa missionaria, un asilo e una scuola elementare.
Auguri Giacomo .... che il tuo nuovo anno possa portarti ciò che cerchi ....
Auguri a tutti voi ....
Lau
Ho pregato i miei amici, i miei genitori, i miei zii, di non farmi alcun regalo per questo Natale, perchè il regalo che desideravo di più erano le persone che amo e la mia Africa.
Devo dire che tutti hanno risposto come dovevano... dalla famiglia ho ricevuto una"colletta", che subito è stata messa al sicuro. Sarà parte importante di quel biglietto aereo che presto faremo.
E anche i miei amici hanno saputo rispettare i miei desideri. Avevo chiesto che se regalo doveva essere, non avrebbe dovuto superare i 3 euro di spesa e avrebbe potuto essere facilmente trasportato in valigia... così da poter essere portato con me in Malawi, e guardato ogni volta che avessi sentito la mancanza di casa...
Proprio in questi giorni ho capito che io non mi sto preparando per questo viaggio.
Lo sono sempre stata...
La voglia di ritornare lì è più forte di qualsiasi altra cosa.
L'anno è cambiato, ci sono delle pagine nuove da scrivere sotto un altro numero. E degli altri desideri da portare a compimento. Il nostro prossimo passo?
L'impegno con Luluza e con i bambini di Nankwhali e Monkey Bay, e con le suore... un contributo per la costruzione della nuova missione : una casa missionaria, un asilo e una scuola elementare.
Auguri Giacomo .... che il tuo nuovo anno possa portarti ciò che cerchi ....
Auguri a tutti voi ....
Lau
lunedì 27 dicembre 2010
-7

Mancano 7 mesi, e la partenza si avvicina.
Il tempo stringe e il progetto è ormai completato, pronto per partire. I nostri impegni sono molti e ci sottraggono tantissimo tempo, ma è giusto dedicarci a luluza senza rinunciare a quello che siamo qui. Solo così potremo fare un'esperienza che non si muova parallelamente alla nostra vita, ma che sia parte della nostra vita.
In questi giorni di festa è giusto ricordarci anche di quei bambini che ci stanno aspettando, di quelle famiglie che stanno festeggiando il natale senza pranzi ricchi e sfarzosi, ma semplicemente con la forza dell'amore che li unisce. E' come se con un briciolo del nostro cuore fossimo lì con loro, con quelle persone che segneranno la nostra vita, che incroceranno i nostri sguardi e ci regaleranno un sorriso in più.
Buon Natale a tutti da Luluza!
Gia
domenica 31 ottobre 2010
Incontro con Suor Ornella.

Domenica mattina. La sveglia suona presto, alle 7:00.
Alle 8:00 ci mettiamo in macchina verso Bergamo. Laura è alla guida.
Sembra abbastanza tranquilla e la macchina incomincia a macinare chilometri.
In un'oretta siamo a Bergamo, ma perdiamo qualche minuto alla ricerca della Casa Madre dove dovevamo incontrare Suor Ornella, muovendoci tra anguste stradine e i ricordi annebbiati di Laura.
Alla fine un'illuminazione, ritroviamo la giusta direzione e arriviamo alla Casa Madre, dove già ci aspettavano fuori dal cancello.
Suor Ornella ci accoglie in un piccolo salotto, e ci offre la colazione.
Dopo le presentazioni e i convenevoli di rito mi rivolge immediatamente la parola. Dice che gli avevano comunicato il mio desiderio di conoscere l'Africa e coglie l'occasione per conoscere le mie motivazioni. Proprio quello che avevo già cercato di capire.
Cosa mi spinge a compiere questo viaggio? Cosa mi aspetto dall'Africa?
La risposta è semplice: un punto di vista in più. Nonostante la mia formazione (ancora in cantiere) in campo medico, quello che vorrei trovare è il confronto con un mondo e una società diversi. Non voglio "fare" il medico in Malawi. Non ne sono ancora in grado e non potrei nemmeno. Voglio imparare a mettermi in discussione. Voglio crescere prima di tutto come persona, umanamente. Voglio annullarmi e ricostriurmi, recuperare il giusto valore della vita intesa nella sua semplicità ed essenza. Voglio mettere in dubbio le mie certezze.
Come mi ripeto da parecchio tempo l'Africa mi darà molto di più rispetto a quello che potrò dargli io. Questo viaggio servirà prima di tutto a me stesso, per maturare uno spirito critico soggettivo che farà la differenza nella mia vita. E' questo che cerco nell'Africa. Niente di più.
Suor Ornella annuisce, capisce le mie motivazioni e spiega la situazione medico-sanitaria in Malawi. Parla della formazione della classe medica, delle terribili malattie, dei farmaci che non arrivano. Parla di un sistema che non funziona: "Chi lavora come infermiere con serietà è stremato. C'è assuefazione dalla fatica, dal dolore, dalla morte."
E' una donna saggia, pacata. Scandisce le parole con grande calma e ci parla delle numerose peripezie che giorno per giorno lei e le altre sorelle affrontano. Lo fa con il sorriso sulle labbra, raccontandoci di aneddoti divertenti come solo chi affida la sua vita nella mani del Signore può fare, perchè un imprevisto non è mai un problema ma una nuova sfida.
Ci parla anche del futuro smantellamento della missione di Nankwhali e del trasferimento della Casa Missionaria a Monkey Bay, dove si dovrà costruire una nuova Missione. Un grande progetto, che sarà accompagnato da un ingente sforzo economico.
Io e Laura ci guardiamo. Luluza Malawi, il nostro piccolo progetto, poteva avere finalmente uno scopo preciso. Quella nuova missione, quella nuova Casa, quel progetto era anche il nostro.
Chiediamo a Suor Ornella di poter prendere parte al finanziamento. Ci impegniamo a trovare i soldi per poter costruire la sala di accoglienza della Casa Missionaria, senza però montarci la testa. Faremo solo quello che potremo, sia esso 10, 50 o 100.
Anche Suor Ornella è entusiasta. Ci mostra le foto che ha portato dal Malawi. Scatti di una vita che sembra lontanissima dalla realtà alla quale siamo abituati. Ritraggono i festeggiamenti per la festa della fondatrice Santa Gertrude e la processione della reliquia. Momenti di condivisione e completa comunione tra quelle comunità e la Missione. Tra l'Africa e la Missione, fatta di uomini e donne che hanno donato la loro vita a quella gente, a quella terra, a quel progetto.
In men che non si dica termina il tempo a nostra disposizione e ancora con queste immagini nella nostra mente ci separiamo da Suor Ornella. Ritorniamo a casa, pronti per mettere in moto il nostro progetto. Ormai non ci ferma più nessuno, la nostra sfida è finalmente iniziata.
In bocca al lupo Luluza!
Gia
Alle 8:00 ci mettiamo in macchina verso Bergamo. Laura è alla guida.
Sembra abbastanza tranquilla e la macchina incomincia a macinare chilometri.
In un'oretta siamo a Bergamo, ma perdiamo qualche minuto alla ricerca della Casa Madre dove dovevamo incontrare Suor Ornella, muovendoci tra anguste stradine e i ricordi annebbiati di Laura.
Alla fine un'illuminazione, ritroviamo la giusta direzione e arriviamo alla Casa Madre, dove già ci aspettavano fuori dal cancello.
Suor Ornella ci accoglie in un piccolo salotto, e ci offre la colazione.
Dopo le presentazioni e i convenevoli di rito mi rivolge immediatamente la parola. Dice che gli avevano comunicato il mio desiderio di conoscere l'Africa e coglie l'occasione per conoscere le mie motivazioni. Proprio quello che avevo già cercato di capire.
Cosa mi spinge a compiere questo viaggio? Cosa mi aspetto dall'Africa?
La risposta è semplice: un punto di vista in più. Nonostante la mia formazione (ancora in cantiere) in campo medico, quello che vorrei trovare è il confronto con un mondo e una società diversi. Non voglio "fare" il medico in Malawi. Non ne sono ancora in grado e non potrei nemmeno. Voglio imparare a mettermi in discussione. Voglio crescere prima di tutto come persona, umanamente. Voglio annullarmi e ricostriurmi, recuperare il giusto valore della vita intesa nella sua semplicità ed essenza. Voglio mettere in dubbio le mie certezze.
Come mi ripeto da parecchio tempo l'Africa mi darà molto di più rispetto a quello che potrò dargli io. Questo viaggio servirà prima di tutto a me stesso, per maturare uno spirito critico soggettivo che farà la differenza nella mia vita. E' questo che cerco nell'Africa. Niente di più.
Suor Ornella annuisce, capisce le mie motivazioni e spiega la situazione medico-sanitaria in Malawi. Parla della formazione della classe medica, delle terribili malattie, dei farmaci che non arrivano. Parla di un sistema che non funziona: "Chi lavora come infermiere con serietà è stremato. C'è assuefazione dalla fatica, dal dolore, dalla morte."
E' una donna saggia, pacata. Scandisce le parole con grande calma e ci parla delle numerose peripezie che giorno per giorno lei e le altre sorelle affrontano. Lo fa con il sorriso sulle labbra, raccontandoci di aneddoti divertenti come solo chi affida la sua vita nella mani del Signore può fare, perchè un imprevisto non è mai un problema ma una nuova sfida.
Ci parla anche del futuro smantellamento della missione di Nankwhali e del trasferimento della Casa Missionaria a Monkey Bay, dove si dovrà costruire una nuova Missione. Un grande progetto, che sarà accompagnato da un ingente sforzo economico.
Io e Laura ci guardiamo. Luluza Malawi, il nostro piccolo progetto, poteva avere finalmente uno scopo preciso. Quella nuova missione, quella nuova Casa, quel progetto era anche il nostro.
Chiediamo a Suor Ornella di poter prendere parte al finanziamento. Ci impegniamo a trovare i soldi per poter costruire la sala di accoglienza della Casa Missionaria, senza però montarci la testa. Faremo solo quello che potremo, sia esso 10, 50 o 100.
Anche Suor Ornella è entusiasta. Ci mostra le foto che ha portato dal Malawi. Scatti di una vita che sembra lontanissima dalla realtà alla quale siamo abituati. Ritraggono i festeggiamenti per la festa della fondatrice Santa Gertrude e la processione della reliquia. Momenti di condivisione e completa comunione tra quelle comunità e la Missione. Tra l'Africa e la Missione, fatta di uomini e donne che hanno donato la loro vita a quella gente, a quella terra, a quel progetto.
In men che non si dica termina il tempo a nostra disposizione e ancora con queste immagini nella nostra mente ci separiamo da Suor Ornella. Ritorniamo a casa, pronti per mettere in moto il nostro progetto. Ormai non ci ferma più nessuno, la nostra sfida è finalmente iniziata.
In bocca al lupo Luluza!
Gia
domenica 24 ottobre 2010
-9

Il tempo scorre.
I giorni tramontano uno dopo l'altro immersi nella routine quotidiana.
Lentamente ci avviciniamo al nostro traguardo, e la partenza è sempre più vicina.
Finalmente il Malawi ha risposto. Ha battuto colpo.
Una email. Breve, chiara, concisa.
Probabilmente scritta senza pensarci troppo, velocemente, in uno dei pochi terminali che consentono il collegamento ad internet in quello sperduto angolo di paradiso. In poche righe Suor Francesca ci conferma la sua disponibilità, ci offre solidarietà e qualche consiglio.
Probabilmente aveva poco tempo, era piena di impegni. Eppure ha trovato quei cinque minuti da dedicare al nostro progetto.
Da dedicare a Laura e a me.
Il Malawi ci ha aperto le braccia, ci aspetta.
Tra nove mesi si parte.
Gia
venerdì 22 ottobre 2010
Primo passo contro il lavoro minorile
Il Governo del Malawi è pronto a contrastare con un Piano Nazionale il lavoro minorile:
Che sia questa la strada da percorrere?
Che sia questo l'altro obiettivo del governo malawiano dopo i successi nel campo alimentare?
Speriamo. Non penso sia una risouzione immediata, ne tanto meno facile. Ma se queste non sono solo parole, bensì fatti concreti, possiamo armarmi di tanta fiducia.
Erano tantissimi i bambini che vedevo lavorare nelle piantagioni: te, tabacco, ma soprattutto caffè, visto che le loro manine piccole possono intrufolarsi tra i rami delle piante e prendere l bacche più mature. Non importa quanto poco massacrante sia, quanto sicuro e bello possa essere (che poi questo è tutto da vedere); nessun bambino deve lavorare. Ogni bambino di 3, 4, 5, 6, 7, .... anni deve studiare, deve andare a scuola per costruirsi un futuro, deve giocare.
Questa è la cosa più importante di tutto. Più importante anche delle malattie. Perchè un bambino istruito diventerà un futuro medico, o infermiere, o maestro, o avvocato.... Così si costruisce il futuro....
Lau
Che sia questa la strada da percorrere?
Che sia questo l'altro obiettivo del governo malawiano dopo i successi nel campo alimentare?
Speriamo. Non penso sia una risouzione immediata, ne tanto meno facile. Ma se queste non sono solo parole, bensì fatti concreti, possiamo armarmi di tanta fiducia.
Erano tantissimi i bambini che vedevo lavorare nelle piantagioni: te, tabacco, ma soprattutto caffè, visto che le loro manine piccole possono intrufolarsi tra i rami delle piante e prendere l bacche più mature. Non importa quanto poco massacrante sia, quanto sicuro e bello possa essere (che poi questo è tutto da vedere); nessun bambino deve lavorare. Ogni bambino di 3, 4, 5, 6, 7, .... anni deve studiare, deve andare a scuola per costruirsi un futuro, deve giocare.
Questa è la cosa più importante di tutto. Più importante anche delle malattie. Perchè un bambino istruito diventerà un futuro medico, o infermiere, o maestro, o avvocato.... Così si costruisce il futuro....
Lau
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